Spesso viene posto in secondo piano, ma un elemento fondamentale che caratterizza e influisce sulla qualità del lavoro è proprio l’ambiente in cui si presta l’attività professionale, in quanto determina la possibilità di essere ascoltati, valorizzati e di portare il proprio contributo, fino ad arrivare a sviluppare il desiderio di rimanere il più a lungo possibile all’interno della realtà aziendale. Questi aspetti incidono molto sui livelli di motivazione e di conseguenza anche sulle performance dei dipendenti, che sentendosi apprezzati sono spesso più stimolati a partecipare in modo attivo alla crescita e a percepire come propri i successi dell’azienda, provando soddisfazione personale nel raggiungerli.
L’insieme degli elementi che rendono attrattiva un’azienda per i propri dipendenti e le figure professionali che vi si approcciano, rientra nel concetto di Employer Branding, che riteniamo fondamentale e affrontiamo come tema centrale anche sul nostro sito al link https://rcigroup.it/
Per esempio, uno dei primi contesti in cui si può concretizzare l’Employer Branding è il colloquio di selezione, in quanto è il primo momento in cui la coerenza – o incoerenza – tra cosa un’azienda cerca di trasmettere e cosa realmente rappresenta viene messa in luce.
Il colloquio come primo contatto con la cultura reale
Durante un incontro con il reparto HR e il management aziendale, un candidato può già osservare come funziona davvero il contesto al quale si sta approcciando, ponendo attenzione al modo in cui i referenti aziendali ascoltano, decidono e interagiscono. Sono numerosi i piccoli dettagli che possono diventare dei chiari segnali su come si vive all’interno di un’azienda: la puntualità, l’atteggiamento che si sceglie di tenere, il clima della conversazione, la chiarezza e coerenza delle domande sono solo alcuni esempi. Un colloquio non è solamente uno scambio d’informazioni, ma una reale esperienza aziendale, in quanto tante volte permette di far emergere aspetti che non si cerca di comunicare.
Fare caso al modo in cui si parla dell’errore, del carico di lavoro, delle persone che costituiscono l’azienda e dei cambiamenti, permette di cogliere informazioni sullo stile di vita in azienda, sulle aspettative implicite e sullo stile di leadership adottato. È molto importante anche porre l’accento sulla qualità dell’ascolto e sull’attenzione che il referente aziendale rivolge al candidato, sulla comunicazione non verbale tra le persone presenti e le sensazioni che l’ambiente trasmette durante il colloquio, perché rappresentano elementi determinanti per l’esito positivo o negativo della potenziale futura collaborazione tra le parti.
Il ruolo attivo del candidato: osservare, non solo rispondere
Molto spesso, durante il colloquio il candidato tende a concentrarsi su cosa dire e come dirlo, ma è fondamentale spostare il focus da “essere valutati” a “cercare di valutare” se il contesto per il quale si sta applicando sia davvero compatibile con i propri valori e il proprio modo di pensare e lavorare. Per questo motivo, può essere molto utile fare domande per capire come funziona l’organizzazione e come vengono percepite le situazioni da chi le racconta, chiedendo eventualmente anche di portare qualche esperienza reale.
Ci capita spesso di prendere parte a colloqui durante i quali alla domanda del referente aziendale: “ha qualche curiosità sulla nostra azienda?” i candidati non hanno nulla da chiedere. Questo può essere dovuto a diverse ragioni, tra le quali il timore del giudizio o lo scarso interesse verso l’opportunità, ma tante volte è un’occasione sprecata per dimostrare interesse e cogliere più informazioni possibili sulle dinamiche interne alla realtà nella quale si aspira ad entrare.
La cultura si manifesta prima dell’assunzione
La cultura aziendale non rappresenta un elemento che si scopre solo una volta entrati in azienda: per chi riesce a notarli, i primi indizi arrivano molto prima. Imparare a riconoscere e chiarire questi segnali non significa essere diffidenti, ma consapevoli della scelta che si sta facendo.
Accettare la proposta di assunzione da parte di un’azienda della quale non si conosce l’organizzazione, lo stile di leadership preferenziale, ma soprattutto i valori che la guidano, può rappresentare un grossissimo rischio per un candidato, che potrebbe scoprire troppo tardi di essersi inserito in una realtà che non si con fa al suo modo di essere.




