Come capire se il lavoro che stai cercando ha davvero senso per te

Jessica Scapocchin

Recruiter

Cercare un nuovo lavoro non significa soltanto aggiornare il curriculum e inviare candidature. Prima di cambiare, è importante capire cosa sta davvero mancando: crescita, equilibrio, riconoscimento, serenità, motivazione o coerenza con i propri valori.

Cosa ci spinge a cercare una nuova opportunità?

Crescita economica? Crescita professionale? Un avvicinamento a casa per risparmiare tempo e denaro negli spostamenti quotidiani? Un orario flessibile, un orario part time, la possibilità di avere lo smart working? Un ambiente che non corrisponde più a ciò che ci fa stare bene? Una situazione difficile, personale o collettiva, con la gestione aziendale? Valori che non ci rappresentano più?

Ci soffermiamo davvero su queste domande prima di aggiornare ed inviare il nostro cv su piattaforme, siti aziendali, Linkedin, o facciamo tutto molto velocemente, quasi in maniera automatica, come se cambiare azienda fosse la soluzione (l’unica) giusta?

Molto spesso la ricerca di un nuovo lavoro nasce da sensazioni accumulate nel tempo.
Ci si sente meno motivati, meno coinvolti, meno valorizzati. Le giornate sembrano tutte uguali, le attività diventano ripetitive, il rapporto con colleghi o responsabili si complica oppure semplicemente ci si rende conto che ciò che andava bene qualche anno fa oggi non corrisponde più alle nostre esigenze.

Ed è proprio in questi momenti che iniziamo a guardare annunci di lavoro quasi senza accorgercene.
Si aggiorna il curriculum, si riapre Linkedin, si inviano candidature in modo rapido, spesso senza fermarsi davvero a riflettere su ciò che l’annuncio ci sta presentando in quel momento e soprattutto se ciò che troviamo scritto corrisponde a quello di cui abbiamo bisogno.

Senza chiederci davvero: cosa sto cercando e perché?

Prima di inviare candidature può essere utile fermarsi un momento e capire cosa non sta funzionando davvero.

A volte il problema è il ruolo o la mancanza della possibilità di crescita, altre volte è il contesto o i ritmi.
Potrebbe essere un periodo particolarmente pesante che ci porta a vedere tutto in modo più negativo.

C’è chi sente di non avere più un equilibrio tra vita privata e lavoro, chi vive pressioni costanti, chi non si sente ascoltato o riconosciuto nonostante l’impegno quotidiano.

Altre persone invece capiscono di aver semplicemente perso interesse verso il settore o verso le attività che svolgono ogni giorno.

Il rischio di non soffermarsi ad individuare la causa e la motivazione che ci spinge a valutare nuove opportunità è quello di considerare “giusto” qualsiasi cambiamento, senza una direzione precisa.

Ed è qui che si può iniziare a candidarsi ad offerte lavorative scegliendo (senza effettivamente fare una vera e propria scelta) sull’onda dell’urgenza o dell’emotività.

Quando ci sentiamo stanchi o frustrati, qualsiasi proposta diversa dalla situazione attuale può sembrare effettivamente migliore.

Un esempio può essere la ricerca di un’opportunità esclusivamente in smart working.

Molte volte non è davvero il lavoro da remoto il bisogno principale, ma la ricerca di un equilibrio mentale migliore, di meno pressione, di più tempo o di un ambiente meno invasivo.

Comprendere la ragione, ed il bisogno, reale cambia completamente anche il modo in cui si cerca il prossimo lavoro.

Non basta valutare lo stipendio, la distanza da casa, il contratto ed i benefit, ma serve fare una analisi più approfondita.

Esistono offerte che sulla carta sembrano perfette: ottimo stipendio, grande azienda, benefit interessanti, flessibilità, smart working.
Eppure possono comunque rivelarsi sbagliate per quella specifica persona.

Ogni ambiente di lavoro ha dinamiche, ritmi, valori e modalità organizzative differenti.
Ci sono contesti molto strutturati che possono essere perfetti per alcune persone e soffocanti per altre. Realtà molto dinamiche che per qualcuno rappresentano uno stimolo continuo e per altri diventano fonte di stress costante.

Per questo motivo non esiste il lavoro perfetto in assoluto.
Esiste il lavoro giusto per noi, in quel preciso momento della nostra vita professionale e personale.

Serve quindi fermarsi e provare a fare una riflessione più concreta e sincera:

Cosa mi manca davvero oggi?
Cosa mi faceva stare bene?
Quali attività mi danno energia e quali mi svuotano?
Sto cercando crescita, serenità, soldi o riconoscimento?
Che ambiente mi fa lavorare bene?
Quanto conta per me l’equilibrio vita-lavoro?
Voglio cambiare solo l’azienda o anche settore?
Voglio cambiare ruolo e iniziare qualcosa di nuovo e totalmente diverso?

Sono domande fondamentali per evitare decisioni impulsive.

Capire cosa non si vuole più è il punto di partenza per poter comprendere ciò che si vuole realmente.

Capire ciò che vogliamo ci permette di filtrare le opportunità che si presentano inviando la nostra candidatura solamente a quelle che davvero pensiamo possano essere coerenti con noi e ciò di cui abbiamo bisogno.

Perché candidarsi in modo consapevole non significa sprecare delle occasioni, ma cogliere solo quelle più giuste per noi, significa fare una ricerca più efficace.
E spesso un buon cambio di lavoro non parte dalla candidatura inviata più velocemente, ma dalle domande giuste fatte prima di inviarla.

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